Le ragioni di un viaggio

Il nostro scambio nasce da precise motivazioni culturali e didattiche, che affiancano la dimensione del viaggio d’istruzione e, per così dire, la rendono più solida.
La conoscenza del territorio, dei suoi usi e costumi, del suo patrimonio culturale, si sono integrate con uno studio delle problematiche legate alla criminalità organizzata, ma anche in senso positivo, alla scoperta delle reazioni sviluppate dalla popolazione, da grandi e piccoli, da uomini noti e persone comuni.
La salvaguardia e la valorizzazione del territorio e dei suoi beni sono, infatti, strettamente correlate al contrasto che si deve esercitare la livello generale e diffuso nei confronti delle speculazioni di origine mafiosa.

Programmazione didattica e culturale
Gli studenti hanno svolto:

  • ricerche individuali e di gruppo su personaggi legati alla storia della mafia siciliana
  • prodotti sui valori di fondo dello scambio, coltivando anche mezzi di espressione artistica e musicale
  • ricerche a coppie e individuali su monumenti e musei delle città coinvolte nel percorso, sia in Italia settentrionale, sia in Sicilia
  • documentazione audio e video

Organizzazione
Si è scelto di affidarsi nel limite del possibile a operatori locali, dando la preferenza, soprattutto per i momenti conviviali, a realtà che hanno riconvertito beni confiscati a mafiosi.

La Classe in viaggio
La descrizione del viaggio svolto dalla Classe è contenuta nei post realizzati dai ragazzi prima, dopo e durante gli eventi
Rielaborazione delle esperienze vissute
La verifica dei risultati è stata svolta oltre che attraverso la realizzazione dei prodotti contenuti in questo blog, anche attraverso comuni elaborati di italiano, cioè le classiche, tradizionalissime verifiche su foglio protocollo.

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Partinico, Cantina borbonica

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Questa straordinaria costruzione, unica in Sicilia per tipologia e caratteristiche, si trova alla periferia di Partinico, lungo la strada per Sancipirello.

Sorta come “Incantina di vino, liquori ed olii” con annesso “fondaco bettola e locanda”, costituiva il centro di raccolta e di vendita dei prodotti dell’Azienda reale, ma nello stesso tempo punto di riferimento per i proprietari delle masserie, ricadenti nella mensa arcivescovile di Monreale per il pagamento dei canoni fiscali.

Rappresenta il primo esempio di cantina sociale nella storia; fu fatta costruire nel 1800 da Ferdinando III, re di Sicilia, a Partinico, per la presenza di una ampia e fertile pianura.

La cantina, su progetto dell’architetto regio Don Carlo Chenchi coadiuvato negli ultimi tempi dall’Architetto partinicese Giuseppe Patti, fu ultimata nel 1802.

E’ stato  annunciato che la prossima apertura del Museo delle tradizioni contadine è in simbiosi con la volontà di istituire entro il 2013 la sede dell’enoteca regionale alla Cantina Borbonica. La valorizzazione della Real Cantina Borbonica permetterà alla città di Partinico di inserirsi nei circuiti nazionali enoculturali più importanti.

Negli anni passati ci si é interrogati sulla eventuale utilizzazione della Cantina Borbonica, una volta consegnata alla città. E, ovviamente, data la storia e la natura di questo bene monumentale nato sopratutto per la valorizzazione e commercializzazione del vino, il vino non poteva e non può che essere il protagonista della riqualificazione della cantina. E non a caso al primo posto, nella discussione, ha sempre prevalso l’idea di un museo del “vino e della civiltà contadina”.

Partinico

 Partinico, può vantare della distanza piuttosto breve dal mare (7 km circa) e (tra i 25 e i70 km max) da importantissime mete turistiche molto note e di rilevanza regionale.                                                                                                                                                                     Si trova in provincia di Palermo in Sicilia. Tra i maggiori luoghi di interesse troviamo:

La Real Cantina Borbonica.

Questa straordinaria costruzione, unica in Sicilia per tipologia e caratteristiche, si trova alla periferia del paese, lungo la strada per Sancipirello. Profugo da Napoli a Palermo, Ferdinando I, re delle Due Sicilie, dopo avere acquistato le terre e una casina da Francesco del Castillo, Marchese della Gran Montagna, nel 1800 incaricò il Cav.

L’antica Fontana Barocca

Villa Comunale Regina margherita

Fra le bellezze naturali, anche se opera dell’uomo, annoveriamola Villaintitolata alla Regina Margherita, sorta nel XIX secolo per merito degli amministratori Poma Avalos e Antonino Ragona. Essa si trova nel sito anticamente chiamato “Piano Gambacorta”, appartenete al Convento dei Cappuccini.

Monumento ai Caduti

Torre abraciara

Impropriamente chiamata “Albachiara”, questa torre è senza dubbio la più bella e la meglio conservata in tutto i l territorio di Partinico. Si trova nell’omonima contrada, ed è raggiungibile facilmente percorrendo una breve stradella che si diparte a sinistra dalla provinciale per Montelepre, a metà strada fra Partinico e il fiume Nocella.

Chiesa di Maria SS. Degli agonizzanti.

Questa chiesa, conosciuta come “San Paolino”, deve la sua costruzione, in fondo alla Via P.pe Amedeo, angolo Via Avellone, alla Congregazione di Carità nata sull’esempio della Compagnia di San Girolamo di Palermo, che aveva come principale scopo quello di pregare per le anime dei condannati a morte.

Palchetto Musicale

Il Palco Musicale sito in piazza Garibaldi è stato costruito per deliberazione del Consiglio Comunale del 1875, su progetto dell’architetto Vincenzo Di Stefano di Santa Ninfa.

Fonti

http://www.comune.partinico.pa.it/

http://it.wikipedia.org/wiki/Partinico

Monreale, Duomo

 

Fu costruito tra il 1174 e il 1185 per volere di Guglielmo II.

I turisti possono visitare la chiesa e il chiostro. La facciata del Duomo è delimitata da due torri quadre e nella parte inferiore della porta in bronzo ci sono due leoni e due grifi, simboli della monarchia normanna.

L’interno del Duomo, a croce latina lunga e orientata, secondo la tradizione bizantina, ad Oriente, è rivestito completamente da mosaici a fondo d’oro.

Il ciclo musivo svolge ordinatamente una narrazione del mondo secondola Bibbia, cominciando dalle sette giornate della creazione e terminando con le attività degli Apostoli, che fondarono la Chiesa di Cristo sulla terra, a cui, nell’abside, si aggiunge il Cristo Pantocratore con la corte celeste di angeli, profeti e santi. Il soffitto è a capriate lignee.

(http://www.palermoweb.com/cittadelsole/monumenti/duomo_monreale.htm)

La Cappella Palatina

La Cappella Palatina è una basilica a tre navate dedicata ai santi Pietro e Paolo. Essa venne costruita per volere di Ruggero II e venne consacrata nel 1140 come chiesa della famiglia reale. Le tre navate sono divise da colonne in granito e marmo con capitelli compositi, che sorreggono una struttura di archi ad ogiva. La cupola, il transetto e le absidi sono decorate nella parte superiore da mosaici bizantini, che sono tra i più importanti della Sicilia. Essi risalgono alla costruzione originaria del 1143. La parete meridionale del transetto è completamente occupata dalla raffigurazione degli Episodi della vita di Gesù Cristo introdotti dalla Assunzione della Madonna e dalla Pentecoste, rappresentate sulle volte a botte laterali della cupola, in corrispondenza della protesis e del diaconicon, nonché dall’Annunciazione e dalla Presentazione al tempio. Sulla parete si individuano: Il Sogno di Giuseppe, la Fuga in Egitto, il Battesimo di Gesù, la Trasfigurazione di Gesù, la Resurrezione di Lazzaro, e l’Ingresso di Gesù a Gerusalemme. Sulla parete al di sopra dell’absidiola della protesis è raffigurata la Madonna Odigitria fronteggiata, sulla parete opposta, da tre sante della chiesa greca, notevolmente rimaneggiate. Sulla parete dinanzi a quella con gli Episodi della vita di Gesù Cristo si dispongono, allineati, i Dottori e i Santi della chiesa greca. Nei medaglioni degli intradossi delle arcate longitudinali si trovano Santi guerrieri e di sangue reale mentre in quelli dell’intradosso dell’arcata trionfale sono raffigurati Santi dotati della virtù della guarigione miracolosa. Il soffitto in legno della navata centrale e le travature delle altre navate sono decorate con intagli e dipinti di stile arabo. In ogni spicchio sono presenti stelle lignee con rappresentazioni di animali, danzatori e scene di vita della corte islamica.

Fonti: http://www.iccd.beniculturali.it e Palazzo dei Normanni wikipedia

Palermo, Piazza della Vergogna

Piazza Pretoria detta anche piazza della Vergogna si trova sul limite del quartiere della Kalsa, in prossimità dell’angolo del Cassaro con via Maqueda, a pochi metri dai Quattro Canti, centro esatto della città storica di Palermo.
Al centro della piazza si trova la Fontana Pretoria, opera di Francesco Camilliani, che occupandone gran parte dell’estensione caratterizza fortemente il Piano Pretorio.
Tre dei quattro lati sono chiusi da edifici: il Palazzo Pretorio (sede del Comune) costruito nel XIV secolo e ristrutturato nel XIX secolo, la Chiesa di Santa Caterina che risale alla fine del XVI secolo, e due palazzi baronali: Palazzo Bonocore e Palazzo Bordonaro.
Sul quarto lato la piazza scende con una scalinata su via Maqueda.

La realizzazione dell’insolito giardino (privo di un palazzo o di un edificio di rilievo) e della monumentale fontana furono commissionate allo scultore fiorentino Francesco Camilliani, che la realizzò, a partire dal 1554. La fontana comprendeva 48 statue e aveva dimensioni inusuali, soprattutto visto che non era destinata ad uno spazio pubblico, ed era fronteggiata da una lunga pergola formata da 90 colonne di legno messe in opere sotto la sorveglianza di Bartolomeo Ammannati.

Spinto dai debiti ed in procinto di spostarsi a Napoli, Don Luigi, grazie al fratello Don Garçia de Toledo riuscì nel 1573, a vendere la fontana alla città di Palermo. Don Garçia che era stato viceré di Sicilia era in buoni rapporti con il Senato palermitano, che decise acquistare la fontana e di collocarla nella piazza su cui prospetta il Palazzo Pretorio.

La fontana giunse a Palermo il 26 maggio 1574 smontata in 644 pezzi dei quali 112 imballati in 69 casse. Per far posto alla monumentale realizzazione, concepita per un luogo aperto, vennero demolite diverse abitazioni. La fontana tuttavia non arrivò completa e alcune sculture si erano rovinate durante il trasporto, mentre altre forse furono trattenute dal proprietario. Furono pensati quindi alcuni adattamenti nella ricomposizione dei pezzi e ne vennero aggiunti altri. La cura della ricomposizione e dell’adattamento della fontana fu affidata nel 1574 a Camillo Camilliani, figlio di Francesco, che ultimò i suoi interventi nel 1581, con l’aiuto di Michelangelo Naccherino.

Per tutto il XVIII secolo e parte del XIX secolo fu considerata una sorta di rappresentazione della corrotta municipalità cittadina, che vide in quelle immagini il riflesso e i personaggi discutibili del tempo. I palermitani soprannominarono la piazza, anche per la nudità delle statue, Piazza della Vergogna.
Nel novembre del 1998 fu intrapresa un’opera di restauro, che durò fino al novembre del 2003.

Fonti: http://it.wikipedia.org/wiki/Fontana_Pretoria

             http://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_Pretoria

             http://www.tourismsicilia.com/palermo-monumenti-importanti/piazza-vergogna-pretoria.html

 

 

Palazzo Reale di Ficuzza.

Il palazzo si trova  a Ficuzza, una frazione di Corleone in provincia di Palermo, il centro abitativo si trova al centro del bosco omonimo. Per raggiungere Ficuzza da Palermo occorre imboccare la srada di scorrimento veloce di Agrigento (statale 121), poi girare per la strada provinciale 118 direzione Corleone. Dopo  il paese di Marineo e  il lago Scanzano, lungo una curva un obelisco segnala che si è entrati nella borgata di Ficuzza.

Nel 1802 Ferdinando IV di Borbone assegnò l’incarico all’architetto Chenci per la costruzione del palazzo. Nell’anno seguente il Re decise di far venire un capomastro, Vincenzo d’Amico, da Napoli per seguire i lavori di costruzione. La costruzione del palazzo continuò fino al 1807 e impegnò un numero notevole di maestranze.

Per visitare il palazzo occorre telefonare al Corpo Forestale Distaccamento Ficuzza (tel. 0918464062).

Il palazzo, composto da un seminterrato,un piano terra e un primo piano, può essere visitato tramite una visita guidata che mostra numerose stanze della struttura, tra cui varie stanze del piano reale (il primo piano), i sotterranei . Seguendo dei percorsi ben precisi, è possibile visionare i ruderi di quelle architetture che gli servivano per soddisfare i suoi divertimenti: la caccia e la pesca.

Entrando all’interno si sale uno scalone di marmo rosso giungendo nella parte più importante del palazzo: le stanze reali. Qui vi erano i locali di Ferdinando IV , di Leopoldo e le sale destinate agli ospiti. Di notevole importanza è la sala centrale: in stile neoclassico è sorretta da un colonnato, le pareti sono abbellite con disegni rappresentanti momenti di caccia, animali e fiori.

(http://www.ficuzza.net/joomla/)

(http://spazioinwind.libero.it/scoutpalermo3/articoli/ficuzza.htm#Come)